Calendario venatorio relativo all’intero territorio regionale per la stagione 2017/2018

ALLEGATO A

L’esercizio venatorio nella stagione 2017/2018, è consentito con le seguenti modalità:

1) SPECIE E PERIODI DI ATTIVITA’ VENATORIA

1.1 Ai fini dell’esercizio venatorio è consentito abbattere esemplari della fauna selvatica appartenenti alle seguenti specie, esclusivamente nei periodi indicati:

a) nelle giornate del 2, 3, 6 settembre negli A.T.C. e nei C.A., qualora deliberato dai rispettivi Comitati di gestione, nelle A.F.V. e nelle A.A.T.V., esclusivamente da appostamento temporaneo: tortora;

b) nelle giornate del 2, 3, 6, 9, 10, 13, 16, 17, 20, 23, 24, 27 settembre su richiesta dei Comitati di gestione degli A.T.C. e dei C.A., delle A.F.V. delle A.A.T.V., esclusivamente da appostamento temporaneo e con conseguente anticipo della chiusura, approvata dalla Giunta regionale, nel rispetto dell’arco temporale massimo previsto dall’art. 18, della L. 157/1992: cornacchia neracornacchia grigiagazzaghiandaia;

c) specie cacciabili dal 24 settembre al 9 dicembrelepre comuneminilepreconiglio selvatico;

d) specie cacciabili dal 1 ottobre al 30 novembre, in base a piani numerici di prelievo predisposti dai Comitati di gestione degli A.T.C. e dei C.A. e approvati dalla Giunta regionale; l’anticipo al 24 settembre è previsto solo nelle AFV e nelle AATV.: pernice rossastarna;

e) specie cacciabili dal 24 settembre al 30 novembrefagiano; il prelievo è altresì consentito dal 2 al 31 dicembre esclusivamente in base a piani numerici di prelievo predisposti dai Comitati di gestione degli A.T.C. e dei C.A., secondo i criteri stabiliti dalla Giunta regionale, e approvati dalla stessa;

f) specie cacciabili dal 1° ottobre al 30 ottobrequagliatortora;

g) specie cacciabili dal 1° ottobre al 20 gennaiogermano realegallinella d’acquaalzavola;

h) specie cacciabili dal 1° ottobre al 31 dicembrebeccacciabeccaccino;

i) specie cacciabili dal 1° ottobre al 31 gennaio: cornacchia neracornacchia grigiagazzaghiandaia;

l) specie cacciabile dal 1° ottobre al 31 gennaio; dal 1° gennaio al 31 gennaio esclusivamente da appostamento temporaneo: colombaccio;

m) specie cacciabili dal 1° ottobre al 9 gennaio: tordo bottaccio, tordo sassellocesena;

n) specie cacciabili dal 1° ottobre al 30 gennaio, in base a piani numerici di prelievo predisposti dai Comitati di gestione degli A.T.C. o dei C.A. e approvati dalla Giunta regionale: volpe;

o) specie cacciabili dal 1° ottobre al 30 novembre, in base a piani numerici di prelievo predisposti dai Comitati di gestione dei C.A., secondo i criteri stabiliti dalla Giunta regionale, e approvati dalla stessa: coturnicefagiano di monte;

p) specie cacciabili, in base a piani di prelievo selettivi per sesso e classi di età, basati su censimenti, e per distretti, secondo i criteri stabiliti dalla Giunta regionale e approvati dalla stessa: camosciocapriolocervodainomuflonecinghiale;

CAMOSCIO

CLASSE PERIODO
Maschi 2 o più anni
Yearling maschio/femmina
dal 2 agosto 2017
al 14 dicembre 2017
Femmina 2 o più anni
Classe 0 maschio/femmina
dal 2 settembre 2017
al 14 dicembre 2017

CAPRIOLO

CLASSE ZONA PERIODO
Maschio ATC dal 1° giugno al 15 luglio 2017

dal 16 agosto al 30 settembre 2017

Femmina e Classe 0 ATC dal 1° gennaio al 15 marzo 2018
CLASSE ZONA PERIODO
Maschio CA dal 1° giugno al 15 luglio 2017

dal 16 agosto al 15 novembre 2017

Femmina e Classe 0 CA dal 16 settembre al 14 dicembre 2017

Nell’ambito della suddivisione dei periodi i distretti di bassa valle dei C.A. possono essere assimilati a quelli degli A.T.C.

CERVO

CLASSE ZONA PERIODO
Maschio Classe I ATC dal 2 agosto al 31 agosto 2017
Femmina e Classe 0 ATC dal 1° gennaio al 15 marzo 2018
Maschio Classe I-II ATC dal 1° ottobre al 15 marzo 2018
Maschio Classe III-IV ATC dal 1° ottobre al 15 febbraio 2018
CLASSE ZONA PERIODO
Maschio Classe I CA dal 2 agosto al 16 settembre 2017
Femmina e Classe 0 CA dal 15 ottobre al 21 dicembre 2017
Maschio Classe I-II-III*-IV* CA dal 15 ottobre al 21 dicembre 2017
(dal 1 ottobre al 14 ottobre 2017 *)

Nei distretti di bassa valle dei CA assimilabili a quelli degli ATC, che non includono quartieri di svernamento del camoscio, il prelievo è consentito fino al 31 dicembre.
Nelle AFV caratterizzate da una bassa pressione venatoria giornaliera, e nelle quali è previsto l’affiancamento del cacciatore da parte di personale qualificato incaricato dall’azienda, il periodo di caccia ammesso per il cervo maschio va dal 2 settembre al 31 gennaio. La ricorrenza delle menzionate caratteristiche discriminanti è documentata dall’AFV stessa all’interno della relazione di accompagnamento ai piani di prelievo selettivo annuali. Per quanto riguarda le femmine, al concorrere delle stesse condizioni su indicate, il periodo di prelievo può essere protratto fino al 31 gennaio purché al contempo, l’apertura sia posticipata al 1° novembre. Quanto detto a condizione che l’attività venatoria non arrechi disturbo presso i quartieri di svernamento del camoscio.

NOTA:
* dal 01 al 14 ottobre il prelievo del maschio, a chi pratica esclusivamente l’assegnazione nominativa (modalità A) delle Linee Guida regionali, tenendo conto almeno delle seguenti disposizioni:
– può essere assegnato, in rapporto 1:1, un numero massimo di capi pari al 50% del piano dei maschi di classe III – IV;
– le uscite di caccia nonché il prelievo devono essere distribuiti omogeneamente sull’intera superficie del distretto; – il cacciatore autorizzato deve essere accompagnato da personale tecnico in possesso di titolo di studio in materia faunistica oppure da altro personale che abbia ottenuto la qualifica di “accompagnatore” a seguito di specifico corso, ai sensi dell’art. 2, comma 2 della l.r. 17/1999, organizzato dalla Provincia in accordo con i CA. Il superamento del corso dà diritto ad un attestato di “accompagnatore” alla caccia di selezione del cervo. Non è prevista l’equipollenza del suddetto attestato, per le medesime finalità, in altri CA della Regione Piemonte. Per le finalità di cui sopra non sono riconosciuti attestati di abilitazione rilasciati da altre Amministrazioni od organismi, stante la diversità del contesto operativo ed ambientale piemontese rispetto a quello di rilascio; il corso deve comunque prevedere le seguenti materie:
– biologia e etologia;
– riconoscimento delle classi oggetto di prelievo;
– tecniche di prelievo
– principi di balistica e norme di sicurezza.

MUFLONE

CLASSE ZONA PERIODO
Maschi 2 o più anni
Yearling Maschio
ATC dal 2 agosto al 30 settembre 2017
Tutte ATC dal 1 novembre al 31 gennaio 2018
Maschi 2 o più anni
Yearling Maschio/Femmina
CA dal 2 agosto al 14 dicembre 2017
Tutte CA dal 2 settembre al 14 dicembre 2017

DAINO

CLASSE PERIODO
Maschio Classe I dal 2 settembre al 30 settembre 2017
Maschio Classe I-II o più anni dal 1 novembre al 31 dicembre 2017
Tutte dal 1 gennaio al 15 marzo 2018

CINGHIALE

CLASSE PERIODO
ST – RO – MM dal 15 aprile al 31 gennaio 2018
Tutte dal 1° ottobre al 31 gennaio 2018

p) – specie cacciabili dal 24 settembre al 24 dicembre o dal 1° novembre al 31 gennaio, anche in forma non selettiva: cinghiale.

1.2. L’esercizio venatorio dal  al 31 gennaio è consentito esclusivamente da appostamento temporaneo, ad eccezione di quello relativo alle specie:
– volpe e cinghiale, con l’ausilio dei cani;
– ungulati in prelievo selettivo;
– fagiano, negli istituti privati della caccia, A.F.V. e A.A.T.V., ove la specie è oggetto di incentivazione o di piani numerici di prelievo, anche con l’ausilio dei cani.
1.3. Negli istituti a gestione privata della caccia A.A.T.V., il prelievo delle specie starna e pernice rossa è consentito, in deroga a quanto previsto al punto 1.1. lettera d), fino al 31 dicembre; nelle A.F.V. e A.A.T.V., ove la specie è oggetto di incentivazione o di piani numerici di prelievo, il prelievo della specie fagiano, in deroga a quanto previsto al punto 1.1 lettera e), è consentito fino al 31 gennaio.

2) CARNIERE

2.1. Per ogni giornata di caccia al cacciatore è consentito il seguente abbattimento massimo:
– due capi di fauna selvatica stanziale di cui una sola lepre comune,
– otto capi delle specie migratorie di cui non più di due beccacce, tre tortore e tre quaglie.
2.2. Durante l’intera stagione venatoria ogni cacciatore può abbattere complessivamente un numero massimo di capi di fauna selvatica così stabilito:

a) cinghiale: venticinque capi annuali, con il limite di cinque capi giornalieri in deroga al punto 2.1;
b) coturnice, fagiano di monte: complessivamente quattro capi annuali nel rispetto del piano numerico di prelievo, i Comitati di gestione dei C.A. possono limitare il carniere giornaliero ad un capo per ogni specie;
c) lepre comune: cinque capi annuali;
d) starna e pernice rossa: cinque capi annuali per specie, nel rispetto del piano di prelievo numerico di prelievo approvato dalla Giunta regionale;
e) fagiano: trenta capi annuali;
f) minilepre: settanta capi annuali con il limite di 25 capi giornalieri in deroga al punto 2.1.;
g) coniglio selvaticocornacchia grigiacornacchia neragazzaghiandaia: cinquanta capi annuali per specie, con il limite di dieci capi giornalieri per specie in deroga al punto 2.1..
2.3. Per i cervidi e i bovidi il prelievo è in base ai piani di prelievo selettivo approvati dalla Giunta regionale.
2.4. Durante l’intera stagione venatoria ogni cacciatore può inoltre abbattere complessivamente un numero di capi di specie migratorie o di specie non comprese tra quelle elencate nel punto 2.2., non superiore a cinquanta di cui non più di 10 beccacce, 20 tortore e 20 quaglie.

3) GIORNATE E ORARI

3.1. Ai sensi dell’articolo 18, comma 5 della Legge 157/1992, il numero di giornate di caccia settimanali per ogni cacciatore è di tre.
3.2. Fermo restando il limite di cui al punto 3.1.:
A) negli ATC:
a) l’attività venatoria è consentita nelle giornate di mercoledìsabato e domenica;
b) la caccia di selezione agli ungulati, è consentita nei giorni di lunedìmercoledìgiovedìsabato e domenica. I Comitati di gestione degli ATC possono stabilire, fermo restando il limite complessivo di cui al punto 3.1., le giornate destinate al prelievo selettivo, che possono coincidere con le altre forme di caccia;
B) nei CA:
a) l’attività venatoria è consentita nelle giornate di mercoledìsabato e domenica;
b) la caccia di selezione agli ungulati, è consentita nei giorni di lunedìmercoledìgiovedìsabato e domenica. I Comitati di gestione dei CA possono stabilire, fermo restando il limite complessivo di cui al punto 3.1., le giornate per la caccia programmata e quelle per il prelievo selettivo che possono coincidere con le altre forme di caccia;
C) il prelievo delle specie migratorie è consentito nei giorni di lunedìmercoledìgiovedìsabato e domenica, in ogni A.T.C. e C.A.. I Comitati di gestione possono stabilire, fermo restando il limite complessivo di cui al punto 3.1., le giornate destinate al prelievo o consentire la libera scelta del cacciatore;
D) nel territorio destinato alla caccia riservata a gestione privata, l’attività venatoria è consentita nei giorni di lunedìmercoledìgiovedìsabato e domenica;
E) il prelievo della specie cinghiale deve essere consentito per tre giornate la settimana nella forma della caccia programmata in ogni A.T.C. e C.A., con l’ausilio dei cani. I Comitati di gestione degli A.T.C. e C.A. possono stabilire per tale forma di caccia anche la giornata del lunedì.
3.3. Ai sensi dell’articolo 18, commi 5 e 7 della Legge 157/92:

  •  l’esercizio venatorio è vietato in tutto il territorio regionale nelle giornate di martedì e venerdì;
  •  la caccia è consentita da un’ora prima del sorgere del sole fino al tramonto;
  • la caccia di selezione agli ungulati è consentita fino ad un’ora dopo il tramonto.

4) ORA DI INIZIO E TERMINE DELLA GIORNATA VENATORIA

4.1. L’ora di inizio e termine di ogni giornata venatoria è definita secondo i seguenti orari medi mensili arrotondati, desunti dall’Osservatorio Astronomico di Torino:

– dal 15 al 30 aprile dalle ore 5,30 alle ore 19,50;
– dal 1° al 30 maggio dalle ore 4,50 alle ore 20,30;
– dal 1° al 30 giugno dalle ore 4,30 alle ore 20,45;
– dal 1° al 31 luglio dalle ore 4,45 alle ore 20,45;
– dal 1° al 31 agosto dalle ore 5,15 alle ore 20,15;
– dal 1° al 30 settembre dalle ore 5,50 alle ore 19,30;
– dal 1° al 25 ottobre: dalle ore 6,15 alle ore 18,30;
– dal 26 ottobre al 30 novembre: dalle ore 5,45 alle ore 17,15;
– dal 1° al 31 dicembre: dalle ore 6,30 alle ore 16,45;
– dal 1° al 31 gennaio: dalle ore 6,45 alle ore 17,15;
– dal 1° al 28 febbraio dalle ore 6,00 alle ore 18,00;
– dal 1° al 15 marzo dalle ore 5,30 alle ore 18,15.

5) MEZZI PER L’ESERCIZIO DELL’ATTIVITA’ VENATORIA

5.1. Ai sensi dell’articolo 13, commi 1, 2 e 4 della legge 157/1992, l’esercizio dell’attività venatoria è consentito con i mezzi di seguito riportati:
a) fucile con canna ad anima liscia fino a due colpi, a ripetizione e semiautomatico, con caricatore contenente non più di due cartucce, di calibro non superiore al 12;
b) fucile con canna ad anima rigata di calibro non inferiore a millimetri 5,6 con bossolo a vuoto di altezza non inferiore a millimetri 40,
– a caricamento singolo manuale;
– a ripetizione semiautomatica con caricatore contenente non più di due colpi;
c) fucile a due o tre canne (combinato), di cui una o due ad anima liscia di calibro non superiore al 12 ed una o due ad anima rigata di calibro non inferiore a millimetri 5,6;
d) arco e falco.
5.2. Nella zona faunistica delle Alpi è vietato l’uso del fucile con canna ad anima liscia a ripetizione semiautomatica salvo che il relativo caricatore sia adattato in modo da non contenere più di un colpo.
5.3. L’uso del fucile con canna ad anima rigata è consentito, nell’ambito dei piani di prelievo selettivo degli ungulati ruminanti e per il prelievo delle specie cinghiale e volpe, con le limitazioni riportate nelle Istruzioni operative supplementari.
5.4. Sono vietati tutte le armi e tutti i mezzi per l’esercizio venatorio non esplicitamente ammessi dall’articolo 13 della l. 157/1992.
5.5. Il titolare della licenza di porto di fucile anche per uso di caccia è autorizzato, per l’esercizio venatorio, a portare, oltre alle armi consentite, gli utensili da punta e da taglio atti alle esigenze venatorie.

6) Sono da ritenersi non valide le indicazioni contenute nel tesserino venatorio regionale predisposto, per ragioni tecniche, prima dall’approvazione del presente calendario venatorio, qualora risultino in contrasto con le disposizioni del medesimo.

L’ASSESSORE ALL’AGRICOLTURA, CACCIA E PESCA

IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE

 

ALLEGATO B

ISTRUZIONI OPERATIVE SUPPLEMENTARI

1) TESSERINO REGIONALE

1.1. I titolari di licenza di porto di fucile per uso caccia (compresi quelli residenti all’estero) devono essere muniti di apposito tesserino regionale rilasciato dai Comitati di gestione degli A.T.C. e dei C.A. nel rispetto delle disposizioni di cui all’art. 12, comma 12 della l. 157/1992.

1.2. I cacciatori residenti nella Regione Piemonte o all’estero devono restituire il tesserino dell’annata precedente al Comitato di gestione dell’A.T.C. o del C.A. all’atto della richiesta del tesserino per l’annata venatoria successiva. Ai fini di monitorare i dati relativi agli abbattimenti effettuati nell’attività venatoria il Comitato di gestione dell’A.T.C. e del C.A. adotta una scheda riepilogativa, su modello predisposto dalla Regione da consegnare ad ogni cacciatore ammesso. Sulla scheda il cacciatore deve annotare i capi abbattuti sul territorio regionale durante l’intera stagione venatoria. Tale scheda deve essere restituita, compilata in ogni sua parte, ai Comitati di gestione degli A.T.C. e C.A. entro il 15 febbraio, per il successivo inoltro alla Regione dei dati in forma aggregata dei capi prelevati.

1.3. Il tesserino deve avere il timbro indelebile attestante l’A.T.C. o il C.A. in cui il cacciatore è autorizzato ad esercitare l’attività venatoria.

1.4. I cacciatori residenti nella Regione Piemonte che esercitano l’attività venatoria esclusivamente nelle zone destinate a gestione privata o in altre Regioni devono ritirare il tesserino venatorio presso l’A.T.C. o il C.A. di residenza del cacciatore o, per i residenti in Provincia di Torino, presso la Regione Piemonte – Settore Tutela e gestione della fauna selvatica e acquatica – C.so Stati Uniti, 21 – Torino. 1.5. Il cacciatore che esercita l’attività venatoria in altre Regioni, in periodi diversi da quelli consentiti nella Regione Piemonte, deve utilizzare le pagine in bianco, poste al fondo del tesserino venatorio regionale, nel rispetto delle disposizioni vigenti nella Regione ove esercita l’attività.

1.6. Il cacciatore, all’atto dell’inizio dell’attività venatoria, deve annotare in modo indelebile con il segno X l’apposito spazio del tesserino venatorio indicante il giorno di caccia e, con un puntino, i capi di fauna selvatica non appena abbattuti e a recupero avvenuto. In caso di deposito degli stessi, deve aggiungere un cerchio attorno al puntino.

1.7. Le giornate di caccia ovunque effettuate sono cumulate.

1.8. In caso di smarrimento o di sottrazione del tesserino, il titolare, al fine di ottenere il duplicato, deve dimostrare di aver provveduto a denunciare il fatto all’autorità di pubblica sicurezza e deve esibire l’attestazione del versamento delle tasse di concessione regionale relative all’abilitazione venatoria.

1.9. Le specie oggetto di prelievo non indicate sul tesserino venatorio ma contenute al punto 1 del calendario venatorio regionale, devono essere annotate negli appositi spazi bianchi.

1.10. L’utilizzo dei cani può essere autorizzato negli A.T.C. e nei C.A. dai rispettivi organismi di gestione, per la stagione venatoria di riferimento. Tale attività può essere esercitata:
– nei giorni indicati sull’autorizzazione nominativa rilasciata dai Comitati di gestione e negli orari previsti per l’attività venatoria;
– senza l’impiego dei mezzi di cui al punto 5) del Calendario venatorio;
– da chi abbia effettuato il versamento della relativa quota di partecipazione economica, stabilita dal Comitato di gestione per l’ammissione dei cacciatori, che non costituisce ammissione all’A.T.C. o C.A.;
– senza il possesso del tesserino venatorio;
– mediante l’utilizzo, da parte di ogni soggetto autorizzato, di due cani o di cani appartenenti ad una muta specializzata a cui l’Ente Nazionale Cinofilia Italiana (E.N.C.I.) abbia rilasciato apposito brevetto di idoneità.

2) AZIENDE FAUNISTICO-VENATORIE E AZIENDE AGRI-TURISTICO-VENATORIE

2.1. Nel territorio destinato alla caccia riservata a gestione privata l’esercizio dell’attività venatoria è consentito nel rispetto di quanto previsto dal calendario venatorio, dei criteri stabiliti dalla Giunta regionale e approvati dalla stessa e, per le specie oggetto di incentivazione, secondo i piani annuali di abbattimento approvati dalla Giunta regionale.

2.2. Anche per le aziende faunistico-venatorie (A.F.V.) e agri-turistico-venatorie (A.A.T.V.) si applicano le disposizioni di cui al punto 1.6 delle presenti istruzioni operative relativamente all’annotazione delle giornate di caccia e dei capi abbattuti, ad eccezione delle specie oggetto di incentivazione faunistica, degli ungulati e della tipica fauna alpina, approvati dalla Giunta regionale ai sensi della D.G.R. 15-11925 dell’8.03.2004 e s.m.i..

2.3. Gli uffici regionali competenti e gli A.T.C. ed i C.A. rilasciano ai cacciatori residenti all’estero, che esercitano l’attività venatoria esclusivamente nelle A.F.V. e nelle A.A.T.V. del Piemonte, il tesserino venatorio, nel rispetto di quanto previsto dall’art. 12, comma 12 della l. 157/1992.

2.4. Il concessionario è tenuto a far applicare, al capo non appena abbattuto e a recupero avvenuto, il previsto contrassegno inamovibile alla tipica fauna alpina ed agli ungulati, compreso il cinghiale nella zona faunistica delle Alpi e, anche in pianura se il prelievo è selettivo, e a far compilare la “scheda rilevamento dati”.

3) PERIODO PER L’ADDESTRAMENTO E L’ALLENAMENTO DEI CANI

3.1. I Comitati di gestione dei C.A. possono autorizzare l’utilizzo dei cani, finalizzato all’effettuazione dei censimenti nel C.A. interessato, dal 2 al 14 agosto:
a) a quote inferiori a 1.200 m.,
b) a quote superiori a 1.200 m ,in apposite zone individuate dal Comitato di gestione,

tutti i giorni, esclusi il martedì e il venerdì.

3.2. Il cacciatore può esercitare l’addestramento e l’allenamento dei cani da caccia nell’ambito di caccia ove risulti ammesso all’esercizio dell’attività venatoria come segue:

nei C.A. :
– dal 16 agosto al 31 agosto:
a) a quote inferiori a 1.200 m.,
b) in apposite zone, a quote superiori a 1.200 m., individuate dal Comitato di gestione, tutti i giorni, esclusi il martedì e il venerdì;

– dal 2 settembre al 20 settembre compreso, tutti i giorni, esclusi il martedì e il venerdì, nei terreni destinati all’esercizio dell’attività venatoria, ad eccezione dei terreni in attualità di coltivazione;

negli A.T.C.:
– dal 16 agosto al 20 settembre compreso, anche ai fini dell’effettuazione dei censimenti, tutti i giorni, esclusi il martedì e il venerdì, nei terreni destinati all’esercizio dell’attività venatoria, ad eccezione dei terreni in attualità di coltivazione.

3.3. L’addestramento dei cani nelle Z.P.S. e nelle Z.S.C. ricadenti nel territorio degli A.T.C., dei C.A., delle A.F.V. e delle A.A.T.V. può essere effettuato a partire dal 2 settembre al 20 settembre compreso, tutti i giorni, esclusi il martedì e il venerdì, nei terreni destinati all’esercizio dell’attività venatoria, ad eccezione dei terreni in attualità di coltivazione.

3.4. L’attività di addestramento ed allenamento dei cani da caccia rimane invariata anche nel caso di modifica dei periodi dell’attività venatoria a determinate specie e può proseguire negli A.T.C. e C.A., nelle A.F.V. e A.A.T.V. fino al 31 dicembre compreso.

3.5. Le operazioni di addestramento e di allenamento dei cani sono vietate a distanza inferiore a 100 metri dai luoghi in cui la caccia è vietata e dalle A.F.V. e A.A.T.V..

4) DIVIETI E LIMITAZIONI

4.1. Ai fini dell’applicazione del presente Calendario venatorio si applicano i divieti di cui all’articolo 21 della l. 157/1992 e all’articolo 40, comma 4, della l.r. 5/2012.

4.2. L’uso del fucile con canna ad anima rigata , anche per il singolo cacciatore per il prelievo come caccia programmata, può essere limitato o altrimenti disciplinato o vietato dai Comitati di gestione degli A.T.C. qualora non sussistano i presupposti morfo-altimetrici del territorio, nonché le condizioni di copertura boschiva e vegetativa, che permettano di svolgere l’attività venatoria in piena sicurezza.

4.3. Negli istituti a gestione privata della caccia di pianura, le eventuali limitazioni all’uso del fucile con canna ad anima rigata sono stabilite dai concessionari delle singole aziende.

4.4. L’utilizzo del fucile con canna ad anima rigata per il prelievo della specie volpe è consentito esclusivamente previa autorizzazione nominativa rilasciata dal Comitato di gestione o, negli istituti a gestione privata della caccia, dai concessionari delle singole aziende.

4.5. E’ altresì consentito l’uso del fucile con canna ad anima rigata qualora si predispongano appostamenti per gli ungulati, tali strutture non sono appostamenti fissi, ai sensi dell’art. 5, comma 5 della l. 157/1992.

4.6. I Comitati di gestione e i concessionari degli istituti a gestione privata della caccia, previa valutazione delle condizioni morfologiche ed altimetriche nonché della copertura boschiva e vegetativa, nel disciplinare l’organizzazione del prelievo venatorio possono prevedere, anche per porzioni di territorio, l’obbligo per tutti i cacciatori, al fine di svolgere l’attività venatoria in sicurezza, di indossare giubbotto o bretelle retroriflettenti ad alta visibilità.

4.7. Il prelievo delle specie appartenenti alla tipica fauna alpina è consentito in un solo Comprensorio alpino a scelta del cacciatore. L’autorizzazione al prelievo deve essere formalizzata dal C.A. prescelto mediante l’apposizione di un apposito timbro sul tesserino venatorio regionale.

5) ESERCIZIO DELL’ATTIVITA’ VENATORIA IN AREE CONTIGUE AD AREE PROTETTE

5.1. Nelle aree contigue ai confini delle aree protette, delimitate ai sensi dell’art. 6 della l.r. 29.6.2009, n. 19 (“Testo unico sulla tutela delle aree naturali e della biodiversità”) l’attività venatoria è riservata ai soli residenti dei comuni dell’area protetta e dell’area contigua, purché ammessi nell’A.T.C. o C.A. interessato e, negli istituti a gestione privata della caccia (A.F.V. e A.A.T.V.), a coloro che siano autorizzati dal concessionario.

6) DISPOSIZIONI PARTICOLARI

6.1. I Comitati di gestione degli A.T.C. e dei C.A. disciplinano l’organizzazione del prelievo degli ungulati e della tipica fauna alpina nel rispetto delle Linee guida regionali e possono, altresì, regolamentare esclusivamente la caccia a squadre, al cinghiale e alla volpe, anche con l’ausilio dei cani. I Comitati di gestione possono deliberare l’attuazione della zonazione per il prelievo del cinghiale ai sensi della D.G.R. n. 60-3950 del 17.05.2013 e s.m.i.. I Comitati di gestione regolamentano, inoltre, la fruizione venatoria delle aree a caccia specifica (ACS) ubicate nel territorio di competenza. Per le violazioni delle disposizioni di cui sopra si applica la sanzione amministrativa prevista dall’art. 40, comma 5, lett. dd), della l.r. 5/2012. Non sono valide le disposizioni regolamentari adottate dagli A.T.C. e dai C.A. contrarie o comunque non previste dalle disposizioni vigenti.

6.2. I Comitati di gestione degli A.T.C. e dei C.A. rilasciano ai cacciatori i contrassegni previsti dalle disposizioni regionali e forniti dalla Regione. Esauriti i contrassegni regionali gli ATC e CA provvedono direttamente all’acquisizione dei contrassegni necessari che devono avere le seguenti caratteristiche:

  • denominazione dell’A.T.C. o del C.A.;
  • numerazione progressiva; – inamovibilità.

6.3. Tutti i contrassegni rilasciati ai cacciatori e non utilizzati, devono essere restituiti ai Comitati di gestione entro e non oltre il 31 marzo. Il Presidente del Comitato di gestione deve comunicare alla Provincia i nominativi dei cacciatori inadempienti. La mancata restituzione comporta la sanzione amministrativa prevista dall’art. 40, comma 5, lett. i) della l.r. 5/2012.

6.4. L’organismo di gestione faunistico-venatoria trasmette il rendiconto dei contrassegni regionali, consegnati e restituiti, al competente Settore tutela e gestione della fauna selvatica e acquatica entro il mese di aprile, utilizzando gli specifici prospetti pub

6.1. I Comitati di gestione degli A.T.C. e dei C.A., disciplinano l’organizzazione del prelievo degli ungulati e della tipica fauna alpina nel rispetto delle Linee guida regionali e possono, altresì, regolamentare esclusivamente la caccia a squadre, al cinghiale e alla volpe, anche con l’ausilio dei cani. I Comitati di gestione possono deliberare l’attuazione della zonazione per il prelievo del cinghiale ai sensi della D.G.R. n. 60-3950 del 17.05.2013 e s.m.i.. I Comitati di gestione regolamentano, inoltre, la fruizione venatoria delle aree a caccia specifica (ACS) ubicate nel territorio di competenza. Per le violazioni delle disposizioni di cui sopra si applica la sanzione amministrativa prevista dall’art. 40, comma 5, lett. dd), della l.r. 5/2012. Non sono valide le disposizioni regolamentari adottate dagli A.T.C. e dai C.A. contrarie o comunque non previste dalle disposizioni vigenti.

6.2. I Comitati di gestione degli A.T.C. e dei C.A., le A.F.V /A.A.T.V rilasciano ai cacciatori i contrassegni previsti dalle disposizioni regionali e forniti dalla Regione. Esauriti i contrassegni regionali gli ATC / CA, le A.F.V /A.A.T.V provvedono direttamente all’acquisizione dei contrassegni necessari che devono avere le seguenti caratteristiche:

  • –  denominazione dell’A.T.C. o del C.A., A.F.V./A.A.T.V.;

–  numerazione progressiva; – inamovibilità.

6.3. Tutti i contrassegni rilasciati ai cacciatori e non utilizzati, devono essere restituiti ai Comitati di gestione/concessionario entro e non oltre il 31 marzo. Il Presidente del Comitato di gestione/concessionario deve comunicare alla Provincia i nominativi dei cacciatori inadempienti. La mancata restituzione comporta la sanzione amministrativa prevista dall’art. 40, comma 5, lett. i) della l.r. 5/2012.

6.4. L’organismo di gestione faunistico-venatoria trasmette il rendiconto dei contrassegni regionali, consegnati e restituiti, al competente Settore Conservazione e Gestione della fauna selvatica e acquacoltura entro il mese di aprile, utilizzando gli specifici prospetti pubblicati sul sito del medesimo Settore:

http://www.regione.piemonte.it/caccia_pesca/caccia/prelievo.htm

http://www.regione.piemonte.it/caccia_pesca/caccia/cinghiale.htm

http://www.regione.piemonte.it/caccia_pesca/caccia/piani_pre.htm

7) ATTIVITA’ VENATORIA NELLE AREE DELLA RETE NATURA 2000 (DIRETTIVE 92/43/CEE “HABITAT” e 2009/147/CEE “UCCELLI”)

7.1. L’attività venatoria all’interno della Rete Natura 2000 è condotta nel rispetto delle misure di conservazione approvate con DGR n. 54-7409 del 07/04/2014 “L.r. 19/2009 Testo unico sulla tutela delle aree naturali e della biodiversità, art. 40. Misure di Conservazione per la tutela dei siti della Rete Natura 2000 del Piemonte. Approvazione”. L’attività deve altresì essere conforme con le eventuali ulteriori norme in essere relative alla Rete Natura 2000 quali: piani di gestione, misure di conservazione sito specifiche, specifici provvedimenti prescrittivi adottati dalle Strutture competenti a conclusione delle procedure previste dalla Valutazione di incidenza di cui all’art. 5, comma 2 del D.P.R. 8 settembre 1997, n. 357 e successive modificazioni e all’art. 43 della l.r. 19/2009.

7.2. Per le violazioni alle disposizioni di cui al punto precedente si applica la sanzione amministrativa prevista dall’art. 55, commi 15 e 16 della l.r. 19/2009 o prevista dall’art. 40, comma 5, lett. dd) della l.r. 5/2012.

7.3. Nel mese di gennaio l’esercizio dell’attività venatoria in forma vagante è consentito esclusivamente nelle giornate di mercoledì e domenica, ad eccezione della caccia agli ungulati.

8) PUBBLICITA’ DEGLI ATTI

8.1. I Comitati di gestione devono dare adeguata pubblicità al calendario venatorio, alle istruzioni operative supplementari ed alle modifiche dei periodi dell’attività venatoria. A tale scopo le predette disposizioni sono inserite a cura del Settore competente nell’apposita sezione del Sito “Caccia, Pesca ed acquacoltura” all’indirizzo: http://www.regione.piemonte.it/caccia_pesca/caccia/calendario.htm

8.2. I Comitati di gestione, inoltre, devono dare adeguata pubblicità in ordine ai seguenti aspetti:
– piano di prelievo numerico per le specie: starna, pernice rossa, volpe, fagiano, coturnice, fagiano di monte, cervo, capriolo, camoscio, muflone, daino e cinghiale in selezione;
– chiusura della caccia a quelle specie il cui piano di prelievo sia stato completato.

8.3. Gli organismi di gestione faunistico-venatoria (A.T.C. e C.A.) e i concessionari delle A.F.V. e delle A.A.T.V. devono porre in essere tutte le possibili azioni atte a informare i cacciatori della presenza delle ZPS e ZSC sui territori di competenza e delle relative limitazioni.

L’ASSESSORE ALL’AGRICOLTURA, CACCIA E PESCA

IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE

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